Post

Come nascono i personaggi del libro sulla scuola: dall'osservazione reale alla satira

Immagine
  I personaggi satirici del libro nascono da un metodo preciso: osservazione prolungata della realtà scolastica, individuazione del tratto dominante di una persona, e amplificazione ironica di quel tratto. Un esempio è la Maestra Balenottera, nata dall'osservazione della sua voce fortissima, non dal suo aspetto fisico. Il metodo: osservazione lunga prima di tutto Non invento niente. Questo è il primo segreto, e forse anche il meno segreto di tutti. Ogni personaggio del libro nasce da un'osservazione lunga. Non uno sguardo veloce, non una battuta rubata al volo in corridoio. Osservazione vera, quella che si fa nei mesi, a volte negli anni, guardando le stesse persone muoversi nello stesso corridoio, litigare per lo stesso distributore del caffè, sparire sempre nello stesso momento della giornata. Come si trova il tratto che diventa perno del personaggio A un certo punto, in mezzo a tutto quel materiale, emerge una cosa. Una caratteristica che torna sempre, che spiega tutto ...

Perché leggere "La bidella che sapeva troppo"

Immagine
  "La bidella che sapeva troppo" è un saggio satirico scritto da La Bidella Ribelle, pseudonimo di una collaboratrice scolastica italiana, e racconta con ironia dissacrante la vita quotidiana nella scuola pubblica vista dal punto di vista del personale ATA. Se non hai ancora letto la presentazione del libro o la genesi di questo progetto, li trovi qui: presentazione del libro e la genesi del libro . In questo terzo articolo, invece, ti spiego perché vale la pena leggerlo. Non è l'ennesimo libro sulla scuola scritto da chi in classe ci sta seduto dietro una cattedra. È scritto da chi la scuola la pulisce, la sorveglia, la tiene in piedi nei momenti in cui nessuno se ne accorge. Ed è proprio questo il punto di vista che mancava. Di cosa parla davvero Il libro racconta, capitolo dopo capitolo, le dinamiche che chi lavora a scuola conosce a memoria: le graduatorie infinite, le colleghe "veterane" che difendono il proprio angolo di potere come fosse un feudo, g...

La genesi de "La bidella che sapeva troppo": perché ho scelto di scrivere, e perché con un altro nome

Immagine
Chi mi segue da un po' lo sa: sono La Bidella Ribelle , ma non sono nata così. Sono nata, molto più semplicemente, come collaboratrice scolastica, uno di quei mestieri che tutti conoscono di vista e che quasi nessuno racconta davvero. Il nome "La Bidella Ribelle" nasce da un contrasto che mi ha sempre fatto sorridere: bidella, parola che porta con sé un'idea di umiltà, di lavoro silenzioso e defilato, e ribelle, che invece si oppone, alza la voce, non sta al suo posto. Ho scelto di essere entrambe le cose insieme, e ho scelto uno pseudonimo perché mi serviva un personaggio distinto da me: qualcuno che potesse raccontare le cose con più libertà di quanta ne avrei avuta parlando in prima persona con nome e cognome. Ma la vera domanda, quella che mi fanno più spesso, è un'altra: quando è nata l'idea di scrivere un libro? La verità è che non c'è stato un solo momento, ce ne sono stati diversi, sparsi lungo anni di lavoro. C'era il momento delle assurd...

Io, la bidella che sapeva troppo (e ora l'ho pure scritto)

Immagine
 Cari lettori del Corriere del Web, mi presento: sono La Bidella Ribelle, e per anni ho fatto un mestiere che tutti conoscono di vista ma che quasi nessuno racconta davvero. Ho aperto cancelli, chiuso finestre, sedato liti tra bambini per un pennarello, ascoltato confessioni di ogni tipo appoggiata a uno scopone, e osservato la scuola pubblica italiana da un punto di vista che raramente trova spazio: quello di chi la scuola la tiene in piedi ogni giorno, senza mai salire in cattedra. Da questa esperienza è nato "La bidella che sapeva troppo, Cronache dissacranti di una collaboratrice scolastica", il mio memoir satirico appena pubblicato su Amazon, in ebook e cartaceo. Non è un saggio sulla scuola. È un racconto ironico, a tratti spietato, che mette in fila i riti quotidiani del personale ATA, i colleghi, gli studenti, gli insegnanti, il precariato, e tutte quelle piccole battaglie silenziose che nessuno mette mai per iscritto. L'ho scritto con lo stesso spirito con cu...