Come nascono i personaggi del libro sulla scuola: dall'osservazione reale alla satira



 I personaggi satirici del libro nascono da un metodo preciso: osservazione prolungata della realtà scolastica, individuazione del tratto dominante di una persona, e amplificazione ironica di quel tratto. Un esempio è la Maestra Balenottera, nata dall'osservazione della sua voce fortissima, non dal suo aspetto fisico.

Il metodo: osservazione lunga prima di tutto

Non invento niente. Questo è il primo segreto, e forse anche il meno segreto di tutti.

Ogni personaggio del libro nasce da un'osservazione lunga. Non uno sguardo veloce, non una battuta rubata al volo in corridoio. Osservazione vera, quella che si fa nei mesi, a volte negli anni, guardando le stesse persone muoversi nello stesso corridoio, litigare per lo stesso distributore del caffè, sparire sempre nello stesso momento della giornata.

Come si trova il tratto che diventa perno del personaggio

A un certo punto, in mezzo a tutto quel materiale, emerge una cosa. Una caratteristica che torna sempre, che spiega tutto il resto: il modo di lamentarsi, il modo di sparire, il modo di dire "non è compito mio" con l'espressione di chi ha appena salvato una vita.

Quella caratteristica diventa il perno. E qui arriva il secondo segreto, quello meno confessabile: la carico un po'.

Non tantissimo. Solo quel tanto che serve a far vedere chiaramente quello che nella realtà si vede a fatica, sepolto sotto le buone maniere e il "va bene dai, lasciamo perdere". Il romanzo si prende la libertà che la vita vera non si può prendere: dire le cose senza filtro, fino in fondo, con ironia dissacrante.

Il risultato non è mai una fotografia. È una caricatura, nel senso più nobile della parola: quella che esagera un tratto vero per farlo vedere meglio.

Il caso Maestra Balenottera: un esempio reale

Prendiamo la maestra Balenottera, uno dei personaggi di "Le Maestre: Casi Clinici". Il nome non ha niente a che fare con l'aspetto fisico, e qui voglio essere chiara: la satira può anche permettersi certe strade, ma io quella non la imbocco mai. Il bodyshaming non è ironia, è solo pigrizia.

Il nome nasce da un'altra osservazione, molto più semplice: questa maestra urlava. Urlava in un modo che superava perfino i decibel di mia madre, e chi mi conosce sa che non è un primato da poco. Cercando un paragone all'altezza, la mente è andata dritta alle balenottere, tra gli animali più rumorosi del pianeta. Il nome è arrivato da solo, e da lì è nato tutto il resto del personaggio.

Perché tanti lettori si riconoscono nei personaggi

Ecco perché tanti di voi, leggendo, hanno riconosciuto qualcuno. Non perché io conosca la vostra scuola. Ma perché in ogni scuola d'Italia, con nomi diversi e facce diverse, i personaggi sono sempre gli stessi.

Voi però, stranamente, non me lo confessate mai.

La bidella ribelle

Copertina libro La bidella che sapeva troppo

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